Sono nato in Agosto,
Leone, amo il mare e mi è sempre piaciuta l’espressione anni ruggenti. In quel tempo, gli Anni Venti del secolo scorso, se
ne andava prematuramente gente famosa come Lenin e Rodolfo Valentino lasciando
il posto, accompagnati dalla musica jazz e dal cinema sonoro, a Mao, Hitler,
Benito e Topolino ma, soprattutto, iniziavano una profonda crisi mondiale e il
campionato di calcio di serie A. Allora, molte delle ventuno parole che
compongono questo Alfabeto della crisi,
c’erano già. Poi, nel 2008, assieme allo scoppio della crisi come oggi tutti la
conosciamo, e all’affermarsi di nuove parole, usciva il mio primo libro di
poesia. Sono passati cinque anni da quell’estate, e la parola crisi, ancora ci martella il cervello e
le prospettive per il futuro. Come una malattia che potrebbe guarirti, ma anche
farti morire. Così, l’idea che sta dietro questa mia ultima pubblicazione, è
che le parole sono come la sabbia del mare, si fanno fango, s’induriscono
formando dei mattoni con i quali si costruiscono muri e case. La poesia, allora,
sgretola quei mattoni, rende scorrevole il discorso, e riporta la sabbia al suo
mare.
VIA MILANO "Fresco fresco" di stampa... (dalla nota dell'editore) Una grande facilità di esprimersi in versi, di raccontare, di pensare, di dialogare, di discutere col lettore, interrogarsi e interrogare, tratteggiare bizzarre o reali figure da lasciare all’altrui interpretazione. La lingua italiana è affiancata dal tedesco, dal francese, dall’inglese e dallo spagnolo, lingue dalle quali ruba e riutilizza la forza creativa, la forza poetica. Una congerie fantastica - ma curiosamente ancorata alla direttrice Brescia-Franciacorta - ironica e tagliente, erotica e allusiva, malinconica. Un flusso continuo da seguire dall’inizio ma che prevede anche, per il lettore, la possibilità di prendere il libro in un punto qualsiasi e lasciarsi da lì trasportare. Il link dell'Editore...
